Museo Civico "Carlo Gaetano Nicastro"
Il Museo Civico Carlo Gaetano Nicastro di Bovino conserva reperti databili dal neolitico al medioevo, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella storia e nella cultura della regione. La collezione include una preziosa raccolta di stele antropomorfe daune, che rappresentano una testimonianza unica dell'arte e della religiosità dell'antica civiltà dauna.
Intitolato al medico Carlo Gaetano Nicastro, il museo prende il nome da colui che donò la sua collezione privata al Comune di Bovino, rendendo possibile la creazione di questa istituzione culturale. Inaugurato nel 1925 nelle sale di Palazzo Pisani, il Museo Civico è diventato un importante punto di riferimento per gli studiosi e gli appassionati di archeologia.
L'organizzazione del museo è articolata in quattro sezioni tematiche, che coprono le diverse epoche storiche della regione: età preistorica, preromana, romana e medievale. Ogni sezione offre una prospettiva unica sul passato di Bovino e della sua popolazione, attraverso reperti archeologici, manufatti e testimonianze del passato.
Uno dei punti di maggiore interesse del Museo Civico è rappresentato dalla raccolta di stele antropomorfe del III millennio a.C., che permettono di comprendere meglio l'arte e le credenze religiose dei popoli antichi che abitavano la regione. Inoltre, di recente è stato rinvenuto un importante reperto: una base onoraria dedicata dall'antica Vibinum all’imperatore Caracalla, che aggiunge ulteriori dettagli alla nostra conoscenza della storia locale.
Il Museo Civico Carlo Gaetano Nicastro è un luogo di cultura e di approfondimento, che offre ai visitatori l'opportunità di conoscere da vicino la storia e l'arte della regione di Bovino. Grazie alla passione e alla dedizione degli studiosi e dei custodi del museo, è possibile immergersi in un mondo ricco di testimonianze del passato, che ci aiutano a comprendere meglio le radici della nostra identità storica e culturale.
Les informations fournies peuvent ne pas refléter des données réelles et sont dérivées de bases de données publiques.